Campagna Google Ads costi: quanto cambia in base al tipo di campagna che scegli
Quanto costa una campagna Google Ads (AdWords): costo per tipo di campagna, esempio di budget reale ed errori da evitare nella scelta. Guida per PMI.
In breve: quanto costa una campagna Google Ads
Chi cerca "campagna google adwords costi" di solito ha già capito una cosa: non esiste un prezzo fisso. Quello che spesso manca è un pezzo più pratico: il costo di una campagna cambia parecchio anche in base al tipo di campagna che scegli, non solo al budget che decidi di mettere. Una campagna sulla Rete di Ricerca, una Shopping, una PMax (l'opzione automatica di Google Ads che lavora insieme su Ricerca, Display, YouTube, Shopping e Gmail) e una Display hanno logiche di costo diverse tra loro, anche a parità di euro spesi al mese.
Un chiarimento veloce, perché la parola "AdWords" torna spesso nelle ricerche: è il vecchio nome di Google Ads. Google ha rinominato il prodotto nel 2018, ma asta, budget e tipi di campagna funzionano allo stesso modo oggi.
Nella nostra esperienza con PMI e attività locali italiane, un budget ads di partenza ragionevole si muove di solito tra 300 e 1.000 euro al mese, a cui si aggiunge una fee di gestione separata, in genere tra 200 e 800 euro mensili se ti affidi a un'agenzia o a un consulente. Quello che questa guida aggiunge, e che raramente viene spiegato per esteso, è come quella cifra si comporta in modo diverso a seconda del tipo di campagna costruita sopra: è il punto che decide se il budget lavora bene o solo genera traffico.
Stesso budget, comportamento diverso: il tipo di campagna decide quanto controllo hai e quanti dati ti servono prima di partire.
Cos'è una campagna Google Ads (e cos'era AdWords)
Una campagna è il contenitore che raccoglie budget, obiettivo e regole di un pezzo della tua pubblicità su Google. Dentro una campagna trovi i gruppi di annunci, le parole chiave o i prodotti, e le impostazioni che decidono dove e a chi vengono mostrati gli annunci. Un account Google Ads può avere più campagne attive insieme, ciascuna con il proprio budget e il proprio tipo: è normale, e spesso è la scelta giusta.
AdWords era il nome dello stesso prodotto fino al 2018. Come spiega la pagina ufficiale di Google Ads sul cambio di nome, il 24 luglio 2018 il marchio AdWords è diventato Google Ads, proprio per riflettere meglio la varietà di tipi di campagna oggi disponibili (Ricerca, Display, Shopping e altri), non più solo gli annunci testuali delle origini. Chi cerca ancora "AdWords" oggi sta cercando lo stesso strumento, con il nome più vecchio.
Perché il tipo di campagna pesa sul costo quanto il budget
Il tipo di campagna decide dove appaiono i tuoi annunci (nei risultati di ricerca, nella rete Display, su YouTube, nella scheda Shopping) e come Google calcola il costo: a click, a impression, o in automatico su più formati insieme. Cambiare tipo di campagna, a parità di budget, cambia quante persone raggiungi, quanto costa raggiungerle e quanto sono già vicine a comprare.
Secondo la guida ufficiale di Google Ads su come scegliere il tipo di campagna, la scelta dovrebbe partire dall'obiettivo pubblicitario, come vendite, contatti o traffico verso il sito, e non dal formato più familiare o dall'ultimo che qualcuno ha configurato. Nella pratica è un passaggio che vediamo spesso saltato: si eredita il tipo di campagna impostato mesi prima, senza chiedersi se è ancora quello giusto per l'obiettivo di oggi.
Il tipo si sceglie a livello di campagna: è lì che si decide anche come viene speso il budget giornaliero.
Le tipologie di campagna e come cambia il costo
Questa è la mappa che usiamo come punto di partenza quando un'attività ci chiede da dove cominciare. Non è un tariffario: è un confronto di logiche di costo, utile per capire cosa aspettarti prima di firmare o attivare qualcosa.
| Tipo di campagna | Dove appare | Come si paga di solito | Quando ha senso (nella nostra esperienza) | Rischio se scelta senza criterio |
|---|---|---|---|---|
| Ricerca | Risultati di ricerca Google, tra i primi annunci | A click, con CPC deciso dall'asta sulla parola chiave | Per iniziare, quando vuoi intercettare chi sta già cercando quello che offri: uno studio dentistico su "impianto dentale [città]", un idraulico su "idraulico urgente [città]" | Poco rischio: è il punto di partenza più leggibile per chi non ha ancora dati |
| Shopping | Scheda prodotti nei risultati di ricerca e su Google Immagini | A click, con CPC spesso più contenuto della Ricerca | Se vendi prodotti fisici con un catalogo online aggiornato, come un mobilificio con e-commerce | Feed prodotti disallineato: prezzi o disponibilità sbagliati fanno perdere budget su click che non convertono |
| PMax | Su tutto l'inventario Google insieme: Ricerca, Display, YouTube, Shopping, Gmail | Automatico, ottimizzato dall'algoritmo sull'obiettivo scelto | Quando hai già uno storico di conversioni tracciate da ottimizzare, ad esempio un hotel con mesi di prenotazioni dirette registrate | Attivata troppo presto, senza dati, l'algoritmo non ha nulla su cui imparare e il budget si disperde |
| Display | Siti e app della rete Display, spesso per remarketing | A click o a impression, con CPC in genere basso | Per restare visibile a chi ha già visitato il sito senza convertire, utile per un hotel o un ristorante con eventi privati | Usata come prima campagna, spesso porta molto traffico e poche richieste vere |
| Video / Demand Gen | YouTube e altre superfici visive di Google | A visualizzazione o a impression | Per farsi conoscere prima che la domanda di ricerca esista, ad esempio un centro benessere che lancia un nuovo servizio | Difficile da leggere senza obiettivi di notorietà chiari, non solo di vendita immediata |
Ricerca o PMax: da dove parte chi non ha ancora dati
È la domanda più concreta che ci fanno le attività che devono scegliere il primo tipo di campagna da attivare.
Una campagna Ricerca ti lascia scegliere tu le parole chiave, gli annunci e l'offerta: è più lenta da scalare, ma resta leggibile fin dal primo giorno, perché vedi esattamente su quale ricerca hai speso cosa. Una campagna PMax lavora in automatico su tutto l'inventario Google, ma per farlo bene ha bisogno di uno storico di conversioni già tracciate: senza quei dati, l'algoritmo sta imparando alla cieca, con il tuo budget.
Nella nostra esperienza, per chi parte da zero conviene quasi sempre iniziare da una campagna Ricerca, raccogliere almeno qualche settimana di dati di conversione reali, e valutare PMax solo dopo, quando c'è materiale su cui l'automazione può lavorare davvero.
Esempio illustrativo: costruire il budget passo per passo
Scenario costruito per spiegare il ragionamento, non un cliente reale: un centro estetico vuole più prenotazioni per un trattamento specifico, non genericamente "più visibilità".
Primo passo, l'obiettivo. Non "farsi vedere", ma prenotazioni per quel trattamento. Ogni scelta successiva dipende da questo.
Secondo passo, il tipo di campagna. Si parte da una campagna Ricerca su parole chiave legate a quel trattamento e alla zona, perché intercetta chi sta già cercando. Niente Shopping (non vende un prodotto fisico spedibile) e niente PMax al primo mese, perché non ci sono ancora conversioni tracciate su cui far lavorare l'automazione.
Terzo passo, il budget separato. 400 euro al mese di budget ads, più una fee di gestione di circa 300 euro, tenuti come due righe distinte nel preventivo. Non un unico numero "tutto incluso": un'agenzia seria mostra sempre le due voci separate.
Quarto passo, la pagina di arrivo. I click atterrano su una pagina dedicata al trattamento, con modulo di prenotazione visibile, non sulla homepage generica del centro. Senza questo passaggio, anche il tipo di campagna più adatto porta click che si disperdono.
Quinto passo, cosa succede dopo un mese o due. Se il costo per prenotazione resta sostenibile rispetto al valore del trattamento, si valuta se affiancare una seconda campagna, magari Display per il remarketing su chi ha visitato senza prenotare, o PMax una volta che i dati di conversione sono sufficienti.
Gli errori più comuni nella scelta del tipo di campagna sono quasi sempre di sequenza: si salta un passaggio, non si sbaglia lo strumento in sé.
Il primo mese con un tipo di campagna nuovo
Ogni volta che attivi un tipo di campagna nuovo, anche dentro lo stesso account, l'algoritmo di Google riparte con una fase di apprendimento su quel formato specifico: raccoglie dati su chi clicca, quali ricerche o segmenti portano richieste vere, e quali no. È normale che nelle prime settimane i risultati siano sotto la media che la campagna può raggiungere più avanti.
Nella nostra esperienza, per una campagna Ricerca i primi dati utili, cioè quante richieste arrivano e a che costo, emergono di solito tra la terza e la quinta settimana. Per PMax i tempi tendono ad allungarsi, perché l'algoritmo lavora su più formati insieme e ha bisogno di più segnali prima di stabilizzarsi. Cambiare tipo di campagna o budget ogni pochi giorni in questa fase, in entrambi i casi, rischia solo di far ripartire l'apprendimento da capo.
Segnali di rischio quando ti propongono un tipo di campagna
Ecco cosa guarderei prima di tutto quando qualcuno ti propone di attivare (o cambiare) il tipo di campagna.
Lo stesso tipo per ogni cliente, a prescindere dall'obiettivo. Se un'agenzia propone sempre PMax, o sempre Ricerca, indipendentemente da cosa vendi e da quanti dati hai già, è un segnale che la scelta non è cucita sul tuo caso.
PMax proposta senza tracciamento conversioni attivo. Se non è ancora chiaro cosa viene contato come conversione, o se il tracciamento è appena stato installato, l'automazione non ha ancora nulla su cui lavorare bene.
Budget diviso tra tipi di campagna senza un criterio dichiarato. Se ti dicono solo "mettiamo un po' su Ricerca e un po' su Display" senza spiegare perché, chiedi il ragionamento dietro quella ripartizione.
Nessuna landing dedicata per Shopping o Display. Sono i formati dove la coerenza tra annuncio e pagina di arrivo conta di più: senza una pagina pensata per quel traffico, i click restano solo click.
Report che non separano i risultati per tipo di campagna. Se non riesci a vedere quanto ha portato la Ricerca e quanto la Display, non puoi sapere dove sta lavorando davvero il tuo budget.
Domande frequenti
AdWords e Google Ads sono la stessa cosa?
Sì. AdWords è il nome che Google ha usato fino al 24 luglio 2018, quando il prodotto è stato rinominato Google Ads, come conferma la pagina ufficiale del cambio di nome. Funzionalità, asta e tipi di campagna non sono cambiati per effetto del nome: è la stessa piattaforma.
Quale tipo di campagna costa meno per iniziare?
In genere una campagna Ricerca è la più leggibile per iniziare, perché il costo per click dipende dalla parola chiave scelta e puoi controllare da subito su cosa spendi. Shopping può avere un CPC più basso se vendi prodotti fisici, ma richiede un feed prodotti sempre aggiornato per non sprecare budget.
Posso avere più tipi di campagna nello stesso account, con budget separati?
Sì, ed è spesso la scelta più sensata quando ci sono dati sufficienti: ogni campagna ha il proprio budget giornaliero indipendente, anche nello stesso account. La cosa importante è che i budget restino separati e leggibili, non mescolati in un unico numero.
Quanto budget serve prima di provare PMax?
Non è tanto una questione di budget quanto di dati: prima di attivare PMax serve avere già un tracciamento delle conversioni funzionante e, nella nostra esperienza, almeno qualche settimana di conversioni reali raccolte con un'altra campagna, come una Ricerca. Senza quei dati, l'automazione lavora alla cieca anche con un budget alto.
Conviene partire subito con PMax invece che con Ricerca?
Nella maggior parte dei casi che seguiamo no, soprattutto per chi non ha mai fatto pubblicità su Google prima. Meglio partire da una campagna Ricerca, capire quali ricerche portano richieste vere, e valutare PMax quando ci sono dati di conversione su cui l'automazione può lavorare davvero.
Per approfondire
- Costo pubblicità Google Ads: quanto si paga davvero: la scomposizione completa tra budget ads, fee di gestione e setup iniziale.
- Consulenza campagne ADV online: come scegliere chi gestisce la tua pubblicità: i criteri per valutare chi ti propone e gestisce le campagne.
- Compenso Google Ads: quanto pagare a chi gestisce le tue campagne: come capire se una fee di gestione è ragionevole.
- Agenzia Google Ads in Italia: come scegliere oltre i numeri in vetrina: cosa verificare prima di affidare le campagne a un'agenzia.
Se vuoi capire quale tipo di campagna ha senso per la tua attività, partendo da cosa vendi e da quanti dati hai già, puoi scriverci: guardiamo insieme il tuo caso, senza impegno.
Chi ha scritto questo articolo
Alfredo Di Romano è Digital Marketing Manager e Co-Founder di Skalo Agency. Segue social, campagne e presenza online delle PMI italiane, partendo sempre dal valore che l'attività ha già e da come farlo vedere ai clienti giusti.
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