Costo rifacimento sito web aziendale: quanto costa e come non perdere posizionamento
Quanto costa rifare un sito aziendale, cosa cambia da un sito nuovo e come non perdere posizioni su Google. Fasce di prezzo reali.
In breve
Quanto costa rifare un sito web dipende soprattutto da cosa succede a quello vecchio, non solo da quanto è bello il nuovo. Un restyling grafico e tecnico che tiene contenuti e indirizzi (URL) esistenti costa e rischia meno di un rifacimento completo con testi nuovi, e quest'ultimo costa e rischia meno di un rifacimento che cambia anche piattaforma o dominio. La domanda giusta da farsi prima del prezzo è un'altra: il sito attuale porta già qualche richiesta da Google, oppure è fermo da anni e non muove nulla? Nel primo caso il rischio vero non è spendere troppo, è perdere quel poco che già funziona. Nella nostra esperienza chi rifà un sito aziendale senza mappare prima cosa lo faceva funzionare rischia di ripartire da zero anche sul posizionamento, non solo sul design. In questa guida trovi le fasce di prezzo reali per tipo di intervento, cosa cambia rispetto a costruire un sito ex novo, gli errori più comuni durante un rifacimento e cosa aspettarti nei primi 30 giorni di lavoro con chi te lo segue.
Restyling o rifacimento completo? Prima capisci cosa ti serve davvero
Non tutti i siti "vecchi" hanno lo stesso problema, e curare il problema sbagliato è il modo più comune per spendere senza ottenere niente in cambio. Nella pratica distinguiamo tre situazioni diverse, che vale la pena separare prima ancora di chiedere un preventivo.
Se il sito porta già qualche richiesta ma sembra datato nell'aspetto o è lento su mobile, spesso basta un restyling: si rifà la grafica e si sistema la parte tecnica, tenendo testi e indirizzi che Google ha già indicizzato. Se il sito non parla più del lavoro che fai oggi, elenca servizi vecchi o non ha mai portato richieste, il problema è nei contenuti prima ancora che nell'estetica: qui serve un rifacimento vero, con testi nuovi scritti dal problema del cliente. Se invece il sito gira su una piattaforma che nessuno sa più aggiornare, o vuoi cambiare dominio insieme al resto, sei nel caso più delicato: un rifacimento con migrazione, dove la parte tecnica del passaggio conta quanto il risultato finale.
La scelta giusta dipende da cosa non funziona oggi, non da quanto tempo è passato dall'ultima pubblicazione.
Quanto costa rifare un sito web aziendale: le fasce reali
Non esiste un prezzo unico onesto senza guardare il sito attuale e cosa deve cambiare. Le tre situazioni di cui sopra, nella nostra esperienza, si muovono su fasce di investimento diverse, legate soprattutto a quanto lavoro c'è dietro e a quanto rischio tecnico comporta il passaggio.
| Tipo di intervento | Cosa include tipicamente | Fascia di investimento |
|---|---|---|
| Restyling grafico e tecnico, contenuti e URL invariati | Nuovo aspetto, velocità e mobile sistemati, nessuna riscrittura dei testi | Bassa |
| Rifacimento completo, contenuti nuovi, stessa piattaforma e dominio | Testi riscritti dal problema del cliente, nuova struttura, SEO tecnica rivista | Media |
| Rifacimento con migrazione di piattaforma o cambio dominio | Contenuti nuovi, passaggio tecnico controllato, reindirizzamenti (redirect) su ogni pagina vecchia | Medio-alta |
| Rifacimento con funzionalità aggiunte (prenotazioni, catalogo, aree riservate) | Sviluppo dedicato, testing, integrazioni, assistenza continuativa dopo il lancio | Alta |
Un preventivo di rifacimento che non specifica se tocca anche gli indirizzi delle pagine esistenti è un preventivo incompleto: quella riga, da sola, può spostare il rischio del progetto più di qualsiasi altra voce.
Cosa cambia rispetto a un sito nuovo: il rischio di perdere posizionamento
Rifare un sito non è come costruirne uno da zero, perché c'è qualcosa da preservare: chi cerca già la tua attività su Google, arriva su pagine precise che nel tempo hanno guadagnato una posizione. Se quelle pagine spariscono o cambiano indirizzo senza un passaggio corretto, quella posizione si perde, e non torna da sola.
La documentazione ufficiale di Google Search Central sui cambi di indirizzo di un sito è chiara su un punto che vediamo trascurato spesso: quando cambiano gli URL serve un reindirizzamento server-side (301) da ogni vecchio indirizzo al corrispondente nuovo, evitando catene di redirect, e i reindirizzamenti vanno tenuti attivi per almeno un anno dopo il passaggio, monitorando sia le vecchie sia le nuove pagine nel frattempo.
Fonte: Google Search Central, Spostare un sito con cambio di URL.
Nella nostra esperienza l'errore più comune in questa fase non è tecnico ma organizzativo: si decide il nuovo sito, si lavora sul design e sui testi per settimane, e la mappa "quale vecchia pagina va a finire dove" si fa all'ultimo momento, o non si fa affatto. Il risultato è un sito nuovo che tecnicamente funziona ma che, agli occhi di Google, sembra un sito completamente diverso da quello che c'era prima.
Ognuno di questi errori è recuperabile, ma solo se qualcuno lo controlla prima che il sito vecchio venga spento davvero.
Cosa guardare in un preventivo di rifacimento prima di firmare
Un preventivo di rifacimento serio risponde a domande diverse da quelle di un sito nuovo. Prima di firmare vale la pena chiedere: chi mappa le pagine vecchie e i loro indirizzi prima di spegnere il sito attuale; chi si occupa dei reindirizzamenti e per quanto tempo restano attivi; cosa succede ai contenuti che oggi funzionano, vengono riscritti da zero o solo aggiornati; chi controlla, nelle settimane dopo il lancio, che il traffico da Google non sia crollato rispetto a prima.
Un segnale di rischio concreto: un preventivo che parla solo di design e "nuova immagine" e non nomina mai il sito attuale, i suoi contenuti o i suoi indirizzi. Chi rifà un sito aziendale senza guardare prima cosa c'è già online sta trattando un rifacimento come se fosse un progetto da zero, e in un rifacimento questa distrazione ha un costo diretto sulle richieste che oggi arrivano.
Se il rifacimento del sito è parte di un piano più ampio che include anche l'acquisizione di clienti a pagamento, può avere senso separare bene i due budget: la nostra guida su quanto costa oggi la pubblicità su Google Ads e quella su come scegliere un'agenzia ads aiutano a leggere un preventivo pubblicitario con lo stesso criterio usato qui per il sito.
Tre esempi per settore: come cambia il ragionamento sul rifacimento
Gli esempi che seguono sono scenari illustrativi costruiti per spiegare il ragionamento, non casi cliente dichiarati.
Hotel o B&B. Un esempio illustrativo: una struttura che riceve già qualche prenotazione diretta da Google, ma con un sito costruito anni fa, senza un percorso di prenotazione chiaro e con foto che non rendono giustizia alle camere rinnovate nel frattempo. Qui il rifacimento ha senso, ma va fatto tenendo le pagine delle singole tipologie di camera, che spesso sono proprio quelle che oggi portano prenotazioni: cancellarle e ricrearle da zero, senza redirect, è il modo più rapido per perdere quel poco traffico diretto che già arriva.
Centro estetico o clinica di benessere. Uno scenario tipico: trattamenti aggiornati, ma un sito vecchio che elenca ancora servizi non più offerti e non rassicura chi non ha mai provato quel trattamento. In questo caso il rifacimento serve soprattutto a riscrivere i contenuti, più che a cambiare la piattaforma tecnica: il rischio SEO è minore, ma vale comunque la pena controllare quali pagine oggi vengono trovate su Google prima di sostituirle.
Artigiano premium o mobilificio. Un caso frequente: un lavoro riconosciuto sul territorio, ma un sito tecnicamente datato, lento da mobile, che nessuno in azienda sa più modificare. Qui il rifacimento coinvolge spesso anche un cambio di piattaforma: è il caso in cui la mappa dei redirect e il controllo del traffico dopo il lancio contano più della grafica finale.
Primi 30 giorni: come si affronta un rifacimento senza perdere terreno
Un primo mese ordinato, in un rifacimento, comincia prima ancora di toccare il design. Nelle prime due settimane chi ti segue dovrebbe mappare tutte le pagine del sito attuale, capire quali portano già traffico o richieste da Google, decidere quali contenuti riscrivere e quali mantenere, e preparare la lista dei reindirizzamenti da ogni vecchio indirizzo al nuovo corrispondente. Nella terza settimana si costruisce il nuovo sito vero e proprio, testi e grafica insieme, con il sito vecchio ancora attivo e i redirect pronti ma non ancora pubblicati. Nell'ultima settimana si pubblica, si attivano tutti i reindirizzamenti insieme, e si verifica che ogni vecchio indirizzo importante porti davvero alla pagina corrispondente sul sito nuovo.
Alla fine del primo mese, chi ha curato il rifacimento dovrebbe poterti mostrare il traffico da Google prima e dopo il passaggio, non solo il nuovo sito online. Se questo controllo manca dal preventivo iniziale, il prezzo pagato copre solo la metà del lavoro che un rifacimento richiede davvero.
Le prime due settimane, quelle che non si vedono nel sito finito, sono quelle che decidono se il posizionamento si mantiene o si perde.
Domande frequenti
Quanto costa rifare un sito web aziendale?
Dipende soprattutto da cosa cambia rispetto al sito attuale: un restyling che tiene contenuti e indirizzi costa meno di un rifacimento completo con testi nuovi, che a sua volta costa meno di un rifacimento con cambio di piattaforma o dominio. Nella nostra esperienza il prezzo giusto da confrontare è quello che include anche la mappatura del sito vecchio e i reindirizzamenti, non solo il nuovo sito.
Rifare il sito fa perdere il posizionamento su Google?
Può succedere, ma non è automatico. Se gli indirizzi delle pagine cambiano senza reindirizzamenti corretti, o se contenuti che oggi vengono trovati da Google vengono cancellati senza sostituirli con qualcosa di equivalente, il rischio di perdere posizioni è concreto. Con una mappatura fatta prima e un controllo del traffico dopo il lancio, nella nostra esperienza il rischio si può ridurre parecchio.
Meglio un restyling o un rifacimento completo?
Dipende da cosa non funziona oggi. Se il sito porta già qualche richiesta ma sembra datato o è lento, spesso basta un restyling tecnico e grafico. Se i contenuti non parlano più del lavoro reale dell'attività o non hanno mai portato richieste, il problema è nei testi, e serve un rifacimento vero, non solo un cambio di veste grafica.
Quanto tempo serve per rifare un sito aziendale senza rischi?
Nella nostra esperienza un rifacimento ordinato, che comprende mappatura del sito attuale, nuovi contenuti e verifica dopo il lancio, richiede in genere un primo mese di lavoro strutturato prima della pubblicazione, più le settimane successive dedicate solo al controllo del traffico. Tempi più brevi sono possibili, ma quasi sempre a scapito della mappatura iniziale, che è la parte che protegge il posizionamento esistente.
Cosa ricordare prima di scegliere chi rifà il sito
Il costo di un rifacimento si valuta meno guardando il numero finale e più guardando se quel numero copre anche la parte che non si vede: la mappatura del sito attuale, i reindirizzamenti e il controllo del traffico dopo il lancio. Un sito nuovo che sembra migliore ma parte da zero sul posizionamento non è un buon affare, anche se il prezzo sembrava conveniente. Se la tua attività vale più di come appare online, il rifacimento che vale il suo prezzo è quello che porta avanti anche ciò che già funziona, non solo l'estetica.
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Chi ha scritto questo articolo
Alfredo Di Romano è Digital Marketing Manager e Co-Founder di Skalo Agency. Segue social, campagne e presenza online delle PMI italiane, partendo sempre dal valore che l'attività ha già e da come farlo vedere ai clienti giusti.
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