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Creazione landing page che converte: guida pratica

Come creare una landing page che converte: percorsi possibili, fasi, elementi decisivi ed errori da evitare, con esempi pratici per PMI italiane.

In breve

Se stai cercando come si crea una landing page, in generale, la risposta breve è questa: si parte da un solo obiettivo (una richiesta, una prenotazione, un preventivo), si scrive un titolo che nomina il problema del lettore, si costruisce intorno una sola offerta con una prova che funziona davvero, e si chiude con un modulo semplice. Ma una pagina creata e basta, senza che nessuno la compili, non serve a molto. Il punto vero non è "avere" una landing page: è farne una che converte, cioè che trasforma chi arriva in una richiesta reale. In questa guida seguiamo la creazione passo dopo passo, con un esempio illustrativo (non un caso cliente reale) per rendere concrete le scelte da fare.

Il percorso cambia a seconda che tu scelga di farla da solo, con un template pronto o con un professionista: più avanti trovi un confronto tra le tre strade e un piano per i primi 30 giorni.

Flusso di decisione per scegliere il percorso di creazione: fai da te, template o professionista, in base a tempo, testi pronti e obiettivo della pagina

Il percorso giusto dipende da quanto tempo hai e da cosa deve fare la pagina, non da quale sia "il migliore" in assoluto.

Cos'è una landing page che converte

Una landing page è una pagina singola, senza menu di navigazione verso altre sezioni, costruita per un solo obiettivo: far compiere un'azione a chi ci arriva. "Che converte" aggiunge una condizione precisa: quell'azione deve avvenire davvero, non solo essere prevista nel progetto grafico. Una pagina bella ma senza richieste non è una landing page che converte, è una vetrina. La differenza tra le due sta quasi sempre in tre cose: il titolo parla al lettore o all'azienda, l'offerta è una sola o sono tre confuse insieme, e il modulo chiede il minimo indispensabile o troppo.

Fai da te, template o professionista: quale scegliere

Non esiste un percorso giusto in assoluto: dipende da quanto testo hai già pronto, da quanto tempo puoi dedicarci e da cosa deve reggere la pagina una volta online.

PercorsoTempo richiesto da teControllo sul risultato finaleRischio principale
Fai da teAltoAlto, se sai cosa scrivereStruttura generica del builder
Template prontoMedioMedioTesti non adattati al lettore
ProfessionistaBassoAlto, con referente chiaroPreventivo che non dice cosa è incluso

Un segnale di rischio vale per tutti e tre i percorsi, non solo per chi si affida a terzi: un preventivo o un piano di lavoro che non specifica se include i testi, le prove sociali da raccogliere e la manutenzione dopo la pubblicazione è un preventivo incompleto. Nella nostra esperienza è lì che nascono le pagine "finite" che poi nessuno aggiorna più.

I primi 30 giorni: come si crea, passo dopo passo

Prendiamo un esempio illustrativo per seguire il percorso: un artigiano che realizza mobili su misura decide di creare la sua prima landing page, per raccogliere richieste di preventivo invece di affidarsi solo al passaparola. Non è un caso cliente reale, ma il percorso che segue è quello che vediamo funzionare quasi sempre, qualunque sia il settore.

Timeline dei primi 30 giorni per creare una landing page che converte: settimana per settimana dal brief al primo traffico

Un mese per arrivare a una pagina pronta a ricevere traffico vero, non solo pubblicata online.

Nella prima settimana si mette a fuoco una cosa sola: chi deve arrivare su quella pagina e quale azione deve compiere. Per l'artigiano dell'esempio, non è "chi cerca mobili" in generale, ma chi ha già in mente un progetto su misura e vuole sapere quanto costa e quanto ci vuole prima di chiedere un sopralluogo.

Nella seconda settimana si scrivono titolo, sottotitolo e offerta, e si raccoglie almeno una prova reale che il lavoro fatto funziona: una foto vera di un progetto concluso, una testimonianza onesta, un metodo spiegato con chiarezza. Il metodo che usiamo in Skalo per qualsiasi sistema vale identico qui: prima si mette ordine in cosa dire, poi si costruisce, poi si misura cosa succede, poi si corregge. Saltare il primo passo per arrivare prima alla pubblicazione è l'errore più comune che vediamo.

Nella terza settimana si costruisce la pagina vera e propria, con un modulo che chiede solo nome, contatto e una domanda utile a qualificare la richiesta, e si verifica come si legge da telefono: buona parte del traffico che arriva da una ricerca o da un annuncio è mobile, e una pagina lenta o scomoda da leggere perde richieste prima ancora che il testo venga letto.

Nella quarta settimana si manda un primo traffico limitato e reale, non solo condivisioni tra conoscenti, per vedere dove le persone si fermano prima di investire un budget più ampio. Se il traffico arriverà da una campagna Google Ads, vale la pena separare fin da subito il costo della gestione dal budget pubblicitario: è un punto che chiariamo meglio nella guida sui costi di una campagna Google Ads, utile proprio nel momento in cui la pagina appena creata comincia a ricevere visite a pagamento.

Cosa deve avere davvero, perché converta

Gli elementi che contano sono pochi, e vediamo spesso che vanno tutti nella stessa direzione: togliere ogni motivo per non agire.

Su quest'ultimo punto la documentazione ufficiale di Google Search Central indica come soglie "buone" un caricamento del contenuto principale (LCP) entro 2,5 secondi, una risposta alle interazioni (INP) sotto i 200 millisecondi e una stabilità visiva (CLS) sotto 0,1. Sono parametri tecnici verificabili, non un'opinione, e su una landing page contano quanto il testo: un modulo che risponde con un attimo di ritardo dopo un clic si comporta, agli occhi di chi lo usa, come un modulo rotto, anche se tecnicamente funziona.

Fonte: Google Search Central, Core Web Vitals.

Tre esempi dal mercato italiano

Questi restano esempi illustrativi, pensati per mostrare come cambiano le scelte da settore a settore, non casi cliente reali.

Hotel o B&B. Chi cerca una struttura per un weekend vuole capire in pochi secondi cosa la rende diversa dalle altre nella stessa zona, non un elenco di servizi generici. Una landing page che converte per una prenotazione diretta nomina subito il tipo di soggiorno (famiglia, coppia, lavoro) e chiede solo le date, senza obbligare a passare da un motore di prenotazione complicato al primo click.

Ristorante. Se l'obiettivo è raccogliere prenotazioni per eventi o serate a tema, la pagina funziona meglio quando mostra una data o una formula precisa invece del menu completo del locale: chi cerca "cena di compleanno" o "cenone aziendale" vuole sapere subito se quel posto risponde a quella occasione specifica.

Artigiano premium. Come nell'esempio seguito sopra, il dubbio tipico è "quanto costa" e "quanto ci mette". Una landing page onesta non nasconde la domanda sul prezzo dietro un modulo lunghissimo: dice che il costo dipende dal progetto, mostra due o tre lavori veri con foto reali, e chiede una misura o un sopralluogo come primo passo, non un acquisto immediato.

Errori che vediamo spesso nella creazione

Un'obiezione che sentiamo spesso, soprattutto da chi crea la prima pagina da solo, è: "ma se scrivo poco, sembra incompleta". Nella pratica è il contrario: una pagina lunga che gira intorno al problema senza rispondere alle domande vere converte meno di una pagina breve che risponde subito. Il problema quasi mai è la lunghezza del testo, è l'ordine in cui arrivano le risposte.

Tre errori comuni nella creazione di una landing page e il fix per ciascun errore: pagina che parla dell'azienda, troppe call to action, modulo troppo lungo

Ogni errore qui ha una correzione diretta, senza dover rifare la pagina da zero.

Un altro errore comune è pubblicare la pagina e considerarla finita. Una landing page appena creata non ha ancora una prova di cosa funziona: va guardata dopo le prime visite reali, non solo il giorno del lancio. Se in un secondo momento porti traffico a pagamento su una pagina già online da tempo senza mai averla rivista, prima di scriverne un'altra può valere la pena un audit delle campagne esistenti per capire se il problema è la pagina o l'annuncio che ci punta.

Domande frequenti

Quanto tempo serve per creare una landing page che converte?

Dipende da quanto sono già chiari il testo e l'offerta prima di iniziare. Nella nostra esperienza un percorso realistico va dalle due alle quattro settimane, contando il tempo per scrivere i contenuti giusti e per testare la pagina prima di mandarci traffico vero, non solo per costruirla tecnicamente.

Conviene creare la landing page da soli, con un builder o con un professionista?

Ci chiedono spesso questa cosa, e la risposta dipende da tempo e obiettivo, non da un percorso "migliore" in assoluto. Se hai testi chiari e tempo per testare, fare da soli o con un template può bastare. Se la pagina deve reggere traffico a pagamento fin da subito, un professionista riduce il rischio di dover rifare tutto dopo le prime settimane.

Un builder "fai da te" può bastare per convertire davvero?

Sì, se chi lo usa segue comunque la logica di una sola offerta, un titolo centrato sul lettore e un modulo essenziale. Il builder è solo lo strumento tecnico: la conversione dipende da cosa ci si scrive dentro, non dal software scelto.

Serve già pubblicità per far funzionare una landing page appena creata?

Nella maggior parte dei casi sì, a meno che tu non abbia già un flusso di persone che ti cerca (ricerche dirette, passaparola costante). Una landing page è la destinazione di un traffico che deve arrivare da qualche parte: se quel traffico non esiste ancora, spesso conviene costruirlo insieme alla pagina, non dopo.

Vuoi vedere cosa sistemeremmo nella tua prossima landing page? Scrivici e ti mostriamo un esempio applicato al tuo caso.

Chi ha scritto questo articolo

Alfredo Di Romano è Digital Marketing Manager e Co-Founder di Skalo Agency. Segue social, campagne e presenza online delle PMI italiane, partendo sempre dal valore che l'attività ha già e da come farlo vedere ai clienti giusti.

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Scrivici e ti mostriamo un esempio applicato al tuo caso, senza proposta fredda e senza complicarti la vita.